Le nuove intelligenze artificiali stanno invadendo tutti i settori dell’economia. Negli ultimi tempi si sta parlando molto soprattutto di hotel gestiti interamente da robot, con lo scopo di essere alberghi ecologici dove i costi dello staff e della gestione sono al minimo: è il caso di numerosi hotel in Giappone, dove ogni singola attività, dalla reception alle pulizie, dal servizio a tavola al bucato, è svolta da macchine senza l’aiuto umano; l’uomo interviene solamente nelle questioni di sicurezza dei clienti e per evitare che quest’ultimi possano danneggiare i costosi apparecchi.

Per adesso non sono molto comuni le intelligenze artificiali nella vita quotidiana (al massimo possiamo vederne delle applicazioni in settori medici, scientifici e tecnologici), anzi probabilmente non riscuoterebbero nemmeno un grande successo: un rapporto robot-uomo può funzionare esclusivamente se è presente la fiducia, solo allora le macchine potranno essere lasciate libere, mentre per ora sono necessarie delle norme. Viviamo nell’incertezza e nel timore di avere i riflettori puntati addosso, quando un tempo non vi era una distinzione tra vita pubblica e privata: la privacy e la tutela dei dati personali rappresentano il nostro principale problema. Perché? Perché abbiamo paura, paura che tutti, anche i robot, possano invadere la nostra sfera personale, dunque fintanto che esisterà questa preoccupazione, le istituzioni dovranno limitarne lo sviluppo.

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