Negli anni dello sviluppo tecnologico, durante i quali si opera una ricerca costante per il miglioramento e per la creazione di nuovi algoritmi alla base dell’intelligenza artificiale, una domanda sorge spontanea: fino a che punto questa AI (Artificial Intelligence) può essere lasciata libera di agire in autonomia?

Bruxelles ha stabilito sette principi fondamentali su cui basarsi per progettare nuove forme di intelligenza artificiale. Tra di essi, il primo afferma che è necessario che sia presente un costante controllo umano.

Ciò può in un primo momento apparire in contrasto con quella che è la ragione per cui l’intelligenza artificiale è stata creata, ovvero quella di agevolare l’uomo in ogni sua attività. Se essa necessita di un costante controllo umano, allora alcuni individui, anche se pochi, saranno continuamente impegnati ad evitare che le tecnologie diventino un potenziale pericolo.

A tal proposito, molti film distopici di genere fantascientifico, come “Io, robot”, ci insegnano a diffidare delle macchine, mostrando un futuro in cui la macchina si rivolta contro l’umanità.

Valutando la possibilità che ciò accada, è sicuramente preferibile assicurarsi un pieno controllo su di essa.

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