Una decina di giorni fa è successo un fatto di cronaca tanto importante quanto tragico. In Nuova Zelanda hanno perso la vita cinquanta persone in seguito ad una sparatoria avvenuta all’interno di una moschea (Al Noor): si è trattato di un attentato terroristico con l’uso di armi da fuoco (fucili d’assalto). Questo oltre ad essere uno dei temi in assoluto più discussi (possesso d’arma da fuoco), fa pensare a come il fanatismo porti a delle catastrofi.

Ad aggravare la situazione sono le milioni di foto scattate e gli altrettanti video registrati che hanno fatto il giro del mondo tramite i social: da un lato è anche giusto che una notizia di tale importanza venga diffusa tra le persone, dall’altro bisogna prestare molta attenzione a come sono diffuse. Attualmente il telefono può sostituire quasi tutti i giornali e telegiornali, poiché è il modo più veloce per collegarsi in tempo reale, anzi persino i quotidiani e i TG hanno dei propri siti Internet. Ma il grande problema sono i social media, checostituisconodi sicuro un ottimo modo per informare le persone, ma anche il metodo migliore per disinformare.

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