Con la forte risonanza generata dalla rete negli ultimi anni e la brutalità fortemente diffusa dai videogiochi e dalla tv l’uso delle armi sta diventando sempre più comune: vedere immagini cruente sugli schermi è ormai diventato una quotidianità e anche al di fuori del mondo virtuale la violenza sta purtroppo prendendo sempre più piede.  La grande varietà di contenuti portata dalla nascita di internet e dei social negli ultimi anni ha sicuramente consentito una grande apertura mentale tuttavia, se da una parte ha determinato maggiore facilità nella diffusione di informazioni, dall’ altra ha causato una forte influenza negativa portando a vedere l’uso di armi come qualcosa di normale. Il numero di stragi quotidiane è infatti aumentato in maniera esorbitante e se da una parte tale crescita è stata provocata dalla risonanza sulla rete dovuta al popolare gusto per il macabro, dall’ altra la libertà consentita nell’ acquisto e possedimento di armi ha assunto un ruolo rilevante.  Sebbene infatti in Italia l’uso e la compravendita di armi sia piuttosto limitata e fortunatamente regolamentizzata, all’ estero avere tenere un’arma in casa, in particolare negli Stati Uniti, è considerato una normalità e la maggiore libertà consentita ha ampliato naturalmente il rischio di stragi.  Permettere il possedimento di armi responsabilizza certamente i cittadini rappresentando tuttavia una forte minaccia per la sicurezza poiché avere un’arma a disposizione aumenta di fronte a impulsi istintivi, la possibilità di compiere omicidi. Tali fenomeni possono poi allargarsi fino a diventare veri e propri atti di terrorismo che con l’intervento dei social arrivano poi ad espandersi diffondendosi in rete e generando purtroppo spesso un effetto a catena.  Un ruolo di primo piano è allora occupato da internet e dalle tecnologie che, con gli adeguati provvedimenti potrebbero consentire la diffusione di informazioni senza tuttavia trasformare, come si solito avviene, eventi e stragi in oggetti di divertimento.

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