Nell’ultimo decennio si sta assistendo ad un elevato aumento del numero di stragi e di attentati in tutto il mondo, dovuto non solo da una grande diffusione delle idee estremiste e proibitive, ma anche dall’ingente numero di casi in cui uno Stato permette la libera compravendita delle armi. Gli attentati infatti avverrebbero comunque anche senza quest’ultimo fattore che però influisce gravemente sulla situazione, permettendo a chiunque abbia qualcosa da contestare e un carattere altamente violento di fare stragi, di far morire persone innocenti. È anche vero che la libera compravendita delle armi favorisce di più i singoli a compiere delitti, scoraggiando forse i gruppi organizzati, più difficili da intercettare e da incastrare. Ma il problema è proprio la grande frequenza con cui queste stragi avvengono: avere a disposizione un’arma significa avere costantemente la possibilità di essere l’autore di un delitto che la maggior parte delle volte non è nemmeno prevedibile dalla polizia poiché dettato dall’istinto e quindi deciso con immediatezza. Gran parte di queste stragi sono poi immediatamente condivise sui social attraverso foto o video che spesso rappresentano scene violente o impressionanti. Certo è che condividere la notizia di un attentato o di una strage non è di per sé un’idea sbagliata poiché grazie alla condivisione si possono informare coloro che si trovano nei pressi dell’accaduto, limitando i danni, e far arrivare l’informazione anche a chi deve portare soccorso. È anche vero però che per la sicurezza e per la salute degli utenti, foto o video in cui sono presenti scene molto cruente dovrebbero essere eliminate dai social, in modo che chi è molto sensibile possa non andare incontro a post impressionanti e in modo che ognuno possa decidere se guardare questi contenuti con altre piattaforme. Il metodo più efficace per fare ciò è proprio l’intelligenza artificiale in grado di coprire sempre ogni tipo di rischio di condivisione di contenuti non idonei e quindi capace di far circolare solamente quelle foto o quei video che contribuiscono a diffondere la notizia ma che non mostrano dettagli agghiaccianti, permettendo così al social di raggiungere il suo scopo senza impressionare o spaventare gravemente nessuno.

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