A seguito della strage compiuta in Nuova Zelanda sono state pubblicate e successivamente eliminate oltre un milione e mezzo di immagini dai social network che riconducevano a quest’episodio. Ciò accade anche per altri ambiti considerati sensibili, come la pornografia e la vendita di armi. Si tratta della conseguenza di un netto filtro che viene applicato a quasi tutto ciò che viene pubblicato su social network del calibro di Facebook, Instagram o Twitter. Oserei dire che è una fortuna che ciò avvenga, poiché l’accesso al web è ormai alla portata di tutti e si sa che ognuno ragiona con la propria mente. Infatti, com’è pieno di persone che non hanno nulla a che fare con tutto ciò, pullula il mondo di casi umani che non aspettano altro se non l’avere a che fare con ciò che è considerato bandito. Perciò, anche nel rispetto della sensibilità altrui, è giusto che vengano adottate determinate restrizioni, che facciano in modo che si annullino questo tipo di informazioni. Sta quindi alla polizia postale, o a chi di competenza, ripulire il web da tutto ciò che è nocivo o distruttore della sensibilità di ogni individuo.

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