L’economia mondiale è trascrivibile attraverso degli indici, degli indicatori in cui si mette in risalto un particolare aspetto economico in modo da poter fare un bilanciamento dell’andamento dell’economia sia nel corso degli anni sia nel corso di un periodo recente. Gli indici sono fondamentali per fare previsioni e per rendersi conto di cosa dover migliorare. Ne esistono a migliaia, tutti specializzati in particolari aspetti e tutti fondamentali a mio avviso. Ma in tutte le società odierne manca secondo me un indice molto importante per capire fino in fondo dove la società potrà spingersi e che livello di progresso potrà raggiungere, ovvero l’indice di quanti cittadini, soprattutto giovani, si interessino allo studio non solo per raggiungere un titolo di studio, ma anche per la semplice azione di sapere e di essere informati. L’indice dello studio disinteressato è un fattore che oggigiorno, secondo me, non ha un ruolo così centrale come invece dovrebbe avere, mentre invece sarebbe interessante apprendere se nel corso degli anni questo indice andrà sempre di più ad aumentare o a diminuire. Questo indicatore a prima vista potrà sembrare inutile nel campo dell’economia, ma se ci si pensa in maniera approfondita è proprio dallo studio disinteressato che nasce la curiosità di andare oltre a ciò che è scritto nei libri, la voglia inaudita di fare ricerche, di scoprire nuove tecniche e nuove soluzioni. È proprio grazie allo studio disinteressato che la società progredisce e l’economia non si ferma, poiché il coesistere tra conoscenza e voglia di apprendere ancora di più contribuisce alla nascita di idee originali capaci di aumentare gli investimenti e di incrementare il progresso.

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