Siamo invasi tutti i giorni da sondaggi di vari tipi relativi ad aspetti della nostra vita quotidiana, tanto che in molti ne criticano l’utilità, poiché talvolta invadono la sfera personale, mentre altri se possono, cercano sempre di aiutare questi poveri ricercatori. Non dimentichiamo però che le scelte politiche vengono poi prese in base alle risposte, quindi attenzione, non scaviamoci la fossa da soli.

L’unico modo per verificare realmente lo stato economico di una società non è calcolare il PIL pro capite, ma porre domande al telegiornale o sui giornali, come “quanti soldi hai messo da parte oggi?”, in modo da indurre il lettore o la persona dall’altra parte dello schermo a riflettere sull’argomento e agire di conseguenza. Ecco un possibile nuovo indicatore: il miglioramento attivo e non passivo della società.

Nessuno mette in discussione il lavoro condotto nel campo della statistica, ma chi garantisce che le informazioni fornite siano vere magari anche solo all’80%? Qui manca la lealtà! Immaginiamo quanti evasori fiscali ammetterebbero di non pagare le tasse. Pertanto anche questo aspetto dovrebbe rientrare negli indici, sebbene sembri che si giunga ad un paradosso: porre in esame la lealtà delle persone, ma condurre sondaggi partendo dal presupposto che le risposte siano veritiere. Ma perché no? Potremmo anche ottenere risultati alquanto interessanti.

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