Come ha detto il generale americano James L. Jones qualche giorno fa, sembra che la corsa allo sviluppo del 5g è simile a quella alla bomba atomica. Ed effettivamente non ha tutti i torti.

Infatti proprio in questi giorni sta per essere lanciato il 5g, la nuova rete mobile, che dovrà essere più veloce di ogni tipo di tecnologia fino ad ora sviluppata.

Ed è proprio questo che preoccupa gli americani.

Il 15 febbraio c’è stato un summit tra Cina e USA proprio per discutere della nuova tecnologia. Infatti queste due nazioni vivono in due mondi tecnologici completamente diversi: i primi vivono solo di mobile; tutto si fa con un telefono e, proprio per questo, sono diventati i leader mondiali della ricerca per il 5g. I secondi invece vivono nell’ombra dei colossi della Silicon valley, che agli altri lasciano solo le briciole.

Quindi il 5g diventerebbe la rete attraverso la quale passerebbe tutto, dai droni ai sistemi per il pilota automatico, dalla raccolta rifiuti al traffico, senza parlare dell’intelligenza artificiale, per cui ormai è partita una vera e propria corsa: la Cina sarebbe in vantaggio.

Ma c’è un altra preoccupazione: siamo sicuri di voler esporre ogni nostra informazione, perché ormai teniamo tutto nel nostro telefono, al controllo di uno stato che ha esortato ogni componente della società, 1.2 miliardi di persone, a collaborare nel lavoro di intelligence nazionale?

Infatti essendosi la Cina proposto come maggior fornitore di questa tecnologia, gli USA sono in stato d’allerta per il possibile spionaggio, quasi come una nuova guerra fredda.

Se non si sapesse a cosa serve il 5g, nessuno si farebbe due domande sul possibile pericolo. Siamo pronti a rischiare?

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