Da qualche mese imperversa lo scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, le maggiori potenze del pianeta in campo tecnologico, ormai in rapidissima evoluzione. Il contrasto è scaturito a seguito di un incidente diplomatico: secondo il Presidente Trump, l’azienda telefonica Huawei farebbe uso improprio dei dati sensibili degli utenti, non rispettando le norme sulla privacy. Ciò ha causato l’arresto della direttrice finanziaria Meng Wanzohu e il divieto d’acquisto negli USA degli smartphone in questione.

I servizi oggi a disposizione su tali dispositivi sono innumerevoli; non vi è però la certezza che tutti siano adoperati nel rispetto dei diritti di chi ne fa uso. È risaputo che ogni singola ricerca compiuta su Internet venga registrata, per poter creare una sorta di profilo virtuale che rispecchi gli interessi degli utenti, facilitando così l’inserimento di pubblicità personalizzata. Provando infatti a cercare offerte riguardanti l’acquisto di un prodotto specifico, e andando in un secondo momento a visitare altri siti, è molto probabile, se non certo, che tra le varie pagine saranno proposte pubblicità dello stesso prodotto; una strategia di marketing adoperata da multinazionali ed aziende per incrementare le vendite. Quando si decide di scaricare una determinata applicazione, anche se proveniente da origini verificate, e quindi teoricamente sicure, è quindi opportuno leggere le informative sulla privacy per evitare che si addebitino promozioni o altri servizi non richiesti al momento dell’installazione.

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