I nostri nonni e antenati per ascoltare la musica usavano prima i grammofoni, i mangiadischi, i giradischi, e poi le radio; adesso trovare qualcuno che la ascolta dai vinili è molto raro, anche se sta tornando di moda, come tutto ciò che è vintage. Questi “dinosauri” sono ormai stati sostituiti dai computer che usano una rete universale, Internet, da cui possiamo trarre qualunque musica desideriamo. Questo è solo un esempio dell’evoluzione tecnica che hanno subito la cultura e la quotidianità umana. Infatti anche la cultura culinaria, grazie anche alla globalizzazione, ha visto l’utilizzo di nuovi prodotti. Quindi esistono numerosi oggetti, presenti ancora nel paniere Istat degli ultimi anni, che però non sono più utilizzati. Dovrebbero essere questi eliminati dalla lista? Probabilmente sì, perché rappresentano un eccessivo attaccamento nei confronti del passato che potrebbe dimostrare una visione diffidente nei confronti dell’evoluzione e del progresso. Ad esempio proprio il giradischi dovrebbe essere eliminato dalla lista in quanto ormai non è più un prodotto di commercio frequente. Allo stesso modo sempre più nuovi elementi dovrebbero andare a sostituire quelli antiquariati, quelli che si utilizzavano nel XX secolo e che ormai sono incompatibili con la vita che facciamo, ma anche quelli molto recenti, velocemente rimpiazzati dalle ultime novità. Pensiamo, per esempio, ai videoregistratori, ormai quasi completamente in disuso, essendo le videocassette state rimpiazzate dai DVD, anch’essi in declino sostituiti da servizi di streaming e supporti di memorizzazione più comodi e veloci, come le chiavette USB.

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