Dal 2012 le startup  sono entrate nel nostro ordinamento giuridico al pari di qualsiasi altra azienda. Come ogni ditta occorre avere un capitale di partenza, a volte raccolto con operazioni di crowd funding, ovvero la raccolta di capitale attraverso la presentazione della propria startup a possibili futuri investitori, che diventeranno quindi soci se crederanno nell’innovazione della proposta di business. Il Fondo di Garanzia delle Piccole e Medie Imprese ha inoltre erogato finanziamenti bancari molto consistenti in favore delle startup più innovative negli ultimi anni. Lo scopo principale di queste aziende é creare qualcosa che non è ancora sul mercato, sperare di avere successo per potere accrescere di molto  il valore della nuova applicazione e, perché no, rivenderla in futuro, magari ad una multinazionale leader del settore interessata a nuove acquisizioni. Credo sia molto difficile avere un’idea e soprattutto riuscire a realizzarla in maniera innovativa. Se si ha questa nuova visione la vita media di sopravvivenza delle startup è molto alta, ovvero circa il 90% supera i tre anni di vita per cui è sicuramente una strada da non escludere una volta terminati gli studi. Anche qui è indispensabile avere le conoscenze di base di gestione ed amministrazione di un’impresa, non ci si può improvvisare.

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