“Le startup rappresentano una grande iniezione di vivacità imprenditoriale che sta investendo tutto il Paese, sono ormai necessari nuovi approcci al mercato, al fine di alimentare nuovi business. Il mondo sta affrontando la quarta rivoluzione, ovvero la global-digitalizzazione che sta progressivamente trasformando l’imprenditoria. Anche se l’Italia può sembrare un Paese lento, sotto molti punti di vista, sia per i continui rinvii della politica, sia per gli ostacoli burocratici, sia per una giustizia che procede a passo di lumaca, tanto per citare alcuni fattori, non mancano, però, segnali incoraggianti che lasciano ben sperare per il futuro del paese. Le imprese, infatti, tornano ad investire, soprattutto grazie ai processi innovativi anche in provincia di Lecce”.“- così il direttore dell’ Osservatorio economico di Lecce Davide Stasi parla di start up, nuove aziende che dal 2012 sono entrate a far parte dell’ ordinamento giuridico italiano. Con il termine si definisce, nel settore economico imprenditoriale, nuove imprese configurate su un modello di organizzazione temporanea o società di capitali alla ricerca di soluzioni di business ripetibili e scalabili. Nate inizialmente per operare nel web, oggi le start up occupano un importante ruolo in diversi campi e, come dimostra la mappa dei “game changer”di CB insights l’ influenza esercitata sulla società da queste nuove aziende è sempre più forte. Secondo il rapporto trimestrale effettuato da ministero e Infocamere, In Italia si contano attualmente 9000 start up con un capitale complessivo di 449 milioni di euro. Il 70%di esse fornisce servizi alle aziende con una percentuale a sua volta del 7,4% costituito dalle imprese innovative, specializzate in particolare nel campo della ricerca e sviluppo, nella fabbricazione di computer e nella produzione di software; il 18,8% opera invece nel manifatturiero mentre il 4% opera nel commercio. Le start up rappresentano un notevole vantaggio rispetto alle aziende tradizionali poiché oltre ad essere più dinamiche ed economiche, presentano un tasso di produzione molto più alto. I dati della relazione ministeriale parlano infatti di 773 milioni di euro per i bilanci del 2016, valori che, nel panorama economico nazionale, mostrano con evidenza la convenienza delle start up.

1+
avatar
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account