La crisi del sistema dei partiti politici nel nostro Paese è evidente: nei confronti di chi governa è grande la disapprovazione e il malcontento da parte del popolo italiano; molti rinunciano persino al loro diritto di voto in occasione delle elezioni, preferendo non presentarsi alle urne che votare per quei soliti “ladri” di Roma. Molti partiti si sono succeduti negli ultimi anni: dal centro-destra, centro-sinistra, fino all’attuale coalizione gialloverde. Al governo o all’opposizione, però, ricevono puntualmente ogni tipo di accuse e diventano oggetto di discussione tra gli italiani. E la crisi dei partiti è dimostrata dalle statistiche sull’attribuzione del Due per Mille, la parte del reddito dichiarato dai cittadini che finanzia proprio i partiti politici. Oltre al fatto che la quota di denaro che arriva ai partiti è drasticamente calata negli ultimi anni, venendo a mancare anche il finanziamento pubblico, notiamo che i risultati delle ultime elezioni politiche sono in contrasto con gli esiti della sottoscrizione del Due per Mille del 2018. Se, infatti, alle elezioni il Partito Democratico non ha ottenuto quote soddisfacenti, è al primo posto per il contributo ricevuto dai redditi dei cittadini, nettamente superiore a quello della Lega, che però si trova oggi al governo al fianco del M5S. Da osservare il fatto che il Movimento di Di Maio ha rinunciato al Due per Mille; nonostante ciò, ipotizzandone la partecipazione del Movimento Cinque Stelle e basandosi sulle scelte dei cittadini, verrebbe da pensare ad un ragionevole governo 5 Stelle-PD; ragionevole, ma mai formatosi.

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