La laurea ai giorni d’oggi ha smesso di essere un metodo sicuro per avere un lavoro. Se negli anni 70 i laureati venivano contattai dalle aziende appena finita la discussione della tesi, oggi si comincia a credere che un laureato possa non trovare lavoro subito; questo è solitamente causato dall’impossibilità del mondo del lavoro di assorbirli. Fatto sta comunque che la maggior parte delle aziende oggi valorizza molto di più un laureato con un voto sotto al 100 che però ha viaggiato da solo all’estero arrangiandosi con qualche lavoretto, piuttosto che un laureato con 110 e lode che non sa come è fatto il mondo.

Il percorso della laurea non è sicuramente adatto a tutti, ma questa predisposizione non dovrebbe essere basata su di un criterio basato sul censo, come accadeva in passato, ma essere aperto a chiunque abbia le capacità per affrontarlo. Dovrebbero essere istituite diverse borse di studio, sia a carico degli stessi atenei che a carico del governo, per coloro i cui genitori non hanno ampie capacità economiche e che quindi non possono permettersi di mandare un figlio all’università.

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