Come ricordato dal giornalista de “Il Sole 24 ore” Luca Tremolada, quello appena trascorso è stato un anno di fuoco per la cybersecurity. Essa è da considerarsi ormai un problema ricorrente, se si osservano gli ultimi eventi che hanno influenzato non solo il 2018, bensì anche il 2017 (un esempio è l’attacco hacker effettuato verso la fine di quell’anno alla ben nota compagnia “Yahoo!”, in cui i dati di ben 3 di miliardi di utenti sono stati trafugati). Il nocciolo della questione sul quale occorre porre lo sguardo e che appare anche molto difficile da gestire è il fattore umano. Infatti molto spesso un attacco informatico risulta essere molto più semplice se condotto contro un singolo, piuttosto che contro una determinata società o compagnia, protetta da efficaci sistemi di sicurezza. La maggior parte di casi colpisce quindi persone poco attente alla sicurezza informatica o per nulla competenti in tale settore. Per tale motivo è importante che tutti coloro che fanno uso di social network prestino grandissima attenzione a ciò che pubblicano e postano e, nel caso abbiano profonde carenze nel campo della cybersecurity, partecipino a corsi in cui possano colmare le proprie lacune . Purtroppo ad oggi la maggioranza delle persone risulta essere molto pigra e poco interessata a tale problema, nonostante la grande pericolosità di quest’ultimo, dal momento che non ne comprende appieno la portata. Probabilmente cambieranno idea se e quando finiranno nel mirino di un hacker pagandone le conseguenze.

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