26600, questo il numero in Italia nel 2018 di furti d’identità che hanno portato a frodi fiscali: 153 milioni di euro persi. E la previsione per il 2019 è destinata a crescere.

Dal 25 maggio entrerà in vigore il GDPR, “general data protection regulation”, che dovrebbe tutelare gli utenti e diminuire i cyberattacchi.

Ormai possiamo essere derubati online anche senza fornire la minima informazione. Sul darkweb, una parte di Internet a cui è possibile accedere solo grazie a determinati software, troviamo dei veri e propri archivi in cui vengono raccolti i dati di moltissimi utenti, alcune volte organizzati addirittura in aree geografiche o per aziende.

È a rischio la sicurezza di tutti perché una volta quasi solo le aziende venivano colpite, ma ora gli hacker non fanno sconti a nessuno e ognuno di noi potrebbe ritrovarsi il conto prosciugato.

È tutto nelle nostre mani: nel nostro mondo, così veloce e così a portata di mano, diventa difficile pensare alla sicurezza on-line, soprattutto perché spesso non si trova proprio il tempo materiale. Ci sono però numerosi centri per la tutela dei dati personali e credo sia fondamentale, tanto quanto fare un’assicurazione sulla casa, cercare di proteggere i propri dati online, che sono diventati la nostra nuova banca.

 

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