Big Data è una parola che sentiamo spesso negli ultimi anni, si tratta di una grande quantità di dati strategici che vengono utilizzati dalle aziende per delle ricerche di mercato o semplicemente per incrementare il gradimento degli utenti.

Non è di certo segreto a nessuno che nel prossimo futuro i Big Data saranno una chiave fondamentale per qualunque impiego, dal giardiniere all’impiegato tutti avranno a che fare col mondo dei numeri e delle statistiche; questo rende quindi indispensabile una conoscenza, almeno basilare, dell’algebra o per lo meno di statistica.

In un mondo immerso nel digitale nemmeno i piccoli lavoratori in proprio potranno tagliarsi fuori dalle nuove pratiche di mercato.

Come mostra una ricerca condotta dagli studenti del Politecnico di Milano, specializzati in Big Data and business intelligence, negli ultimi due anni l’utilizzo dei Big Data è aumentato del 14% solo all’interno delle aziende, mentre tra i liberi professionisti è arrivato addirittura al 25%.

Non è una novità la recente digitalizzazione del mondo del lavoro, ma per la prima volta ci rendiamo conto di quanto una email usata per iscriversi a una newsletter o semplicemente alla propria banca possa fruttare denaro a chi può utilizzarla per le pubblicità o gli annunci propagandistici. Possiamo quindi dedurre che i nostri account su Internet, che a noi sembrano così innocui, in realtà rappresentano le nostre identità nel mondo del mercato digitale.

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