Dall’ invenzione e il perfezionamento della macchina a vapore di James Watt, che segnò l’inizio della prima rivoluzione industriale, il progresso tecnologico ha proseguito in maniera esponenziale attraverso i secoli dando origine nel giro di duecento anni a una nuova società, un mondo moderno strettamente dipendente da apparecchi automatici e computer. Nel corso dell’ ultimo decennio le nuove macchine moderne hanno determinato un ampio cambio di rotta nell’azione dell’uomo e, limitando il suo spazio d’ impiego nei settori meccanici e manuali, ha conferito una particolare rilevanza ai settori d’ analisi e di lettura degli strumenti tecnici. Basta osservarsi intorno infatti per comprendere, a partire da semplici azioni quotidiane quali l’ inserimento del codice badge per registrare la propria entrata a lavoro o a scuola o l’ utilizzo delle proprie credenziali per accedere a un qualsiasi account internet, quanto i dati assumano un’ importanza fondamentale nella realtà attuale. Anche la semplice definizione di computer, uno strumento ormai quasi vitale per tutti, il cui significato è non casualmente elaboratore dati, ci aiuta maggiormente a capire il ruolo della Data Science nel futuro del nuovo millennio. Andando più nello specifico, oggi si parla di Big Data, termine con cui si descrive , letteralmente, l’ insieme degli algoritmi e dei sistemi in grado di elaborare, a partire da grandissime quantità di dati provenienti da ogni tipologia settoriale, attività di calcolo, interpretazione e varie forme di lettura, indirizzate sia a un impiego limitato e specifico, sia a un utilizzo assai più vasto. Il numero di dati generato dalla rete è abnorme e se da una parte tali informazioni possano anche apparire a prima impressione sciocche, costituiscono in realtà un bene assai prezioso per tutte le aziende interessate a investire nel progresso di marketing: che si tratti di un post di facebook, una visita a un sito internet, un codice carta fedeltà o uno spostamento individuato tramite GPS, ogni elemento rappresenta una fonte preziosa per incrementare i processi di vendita. Gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano hanno dimostrato, tramite i dati appartenenti all’Osservatorio Big Data & Analytics quanto la raccolta di informazioni favorisca il successo aziendale. In particolare, per le imprese iniziate ai Big Data Analytics è stata registrata una serie di risultati positivi: un miglioramento dell’engagement con il cliente del  70%, un incremento delle vendite del 68%, la riduzione del time to market del 66%, un ampliamento dell’ offerta di nuovi prodotti e servizi, una riduzione dei costi del 57% e una crescita nello sviluppo di nuovi mercati del 41%. Non sorprende pertanto il progressivo ampliamento del loro uso che anche nel nostro paese si sta espandendo a livelli esponenziali: nel 2017 il mercato Big Data Analytics in Italia ha ottenuto  ,con un tasso di crescita del 22%, il valore di oltre 1,1 miliardi di euro. A fronte di tale sviluppo acquisteranno sempre più rilievo gli impiegati digitali ma principalmente, il mestiere del futuro sarà svolto dal Data Scientist, la figura professionale addetta alla gestione e all’ analisi dei Big Data. Una questione da non sottovalutare è infine costituita dalla tutela della privacy le cui norme sono state stabilite e rese operative dal 25 maggio 2018  attraverso  il General Data Protection Regulation, regolamento dell’Unione Europea relativo al trattamento dei dati personali. Mediante la normativa, le aziende impiegate con i Big Data dovranno prestare attenzione e rispettare le regole imposte tuttavia, se da una parte spetterà alle imprese rispettare e proteggere le informazioni del cliente, altrettanto importante sarà il nostro ruolo: nella consapevolezza della vulnerabilità di determinati dati personali, a partire dalla presente quotidianità sarà allora compito ,per ciascuno di noi, tenere un comportamento coscienzioso nella navigazione in rete e l’ impiego delle proprie informazioni personali.

 

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