In questi giorni si discute tra la cooperazione di Apple nell’ accesso ai dati sensibili dell’ iPhone di un terrorista. Chi sostiene sia giusto, chi sbagliato. La silicon valley appoggia Apple, cosi come altre grandi multinazionali. Ma è davvero giusto entrare nei dati privati di qualcuno??
Potremo guardare un aspetto della medaglia dicendo che il device era di un terrorista, e ciò aiuterebbe nella risoluzione delle indagini. Una volta creata questa backdoor, però, si potrebbe applicare a qualsiasi prodotto Apple e quindi esporre i nostri dati a chi la possiede. Se fossimo in un mondo dove solo l FBI potrebbe averne accesso forse sarebbe giusto, ma nel mondo di oggi esistono migliaia di Hackers in grado di controllare qualsiasi device in remoto senza che l utilizzatore se ne accorga. Rubare dati, codici di carte di credito, password e account sono solo poche delle cose che possono fare.
Anche se ci sentiamo al sicuro con la tecnologia dovremo aprire gli occhi e renderci conto che esistono milioni di persone che ne hanno il controlo e che non sono autorizzate da nessuno ed è impossibile evitare che ciò accada, eliminare questo problema sarebbe come eliminare l’ ISIS.

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