Cosa riteniamo più importante? La sicurezza dei nostri dati sensibili o quella della comunità, o addirittura delle nostre stesse vite? È principalmente una questione etica e per questo non è possibile dare una risposta universalmente valida, tuttavia l’ultima parola spetta al tramite tra lo Stato (indagante) e la popolazione (indagata), ovvero, in questo caso, la già molto famosa Apple.
L’azienda, tuttavia, si è rifiutata di farlo, in nome della privacy di tutti i cittadini del mondo che utilizzano Apple, e la vicenda è così finita in tribunale.
Il conflitto non è semplice ma c’è un colpo di scena: il giorno dell’inizio del processo l’FBI non si è presentata in aula e ha informato che gli agenti sono riusciti ad accedere al contenuto dell’iPhone senza bisogno dell’aiuto della Apple.
Tuttavia, davanti ad una situazione così, gli iPhone non sono neanche più sicuri, si ha un punto interrogativo sulla privacy anche se la Mela non ha rivelato il metodo per sbloccare un dispositivo di cui non si sa il codice. Cioè esistono sistemi che possono irrompere nel tuo smartphone in qualsiasi momento: il sistema operativo dell’Apple non è più blindato come prima.

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1 Comment
  1. Marco 4 anni ago

    Ho letto il tuo post che,seppur breve,centra il problema e mi

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