Il controverso caso che è esploso in queste settimane è stata la battaglia tra l’FBI da una parte e la Apple dall’altra, perché con l’attentato di san Bernardino ,una cittadina vicino San Francisco, o meglio l’uccisione di una decina di persone eseguita da diversi uomini armati riconducibili all ISIS l’FBI ha preso in mano il caso in quanto di importanza nazionale e ha ritrovato il cellulare dell’attentatore e chiedeva a Apple di usare una backdoor ,ovvero una strategia alternativa per sbloccare l’iphone, ma in risposta a questa richiesta la casa di cupertino ha risposto che non intendeva aiutare l’FBI giustificando il fatto che non si voleva violare la privacy di un cittadino e di tutti i clienti Apple la cui privacy potrebbe essere violata facilmente.
Noi su questo caso crediamo che Apple da una parte abbia ragione nel non voler violare la privacy di qualsiasi cliente, cui apple ha fondato il proprio stile e i propri telefoni; d’altra parte Apple forse si sta sbagliando nella posizione che ha preso perché Apple in questa maniera potrebbe creare una sorta di fortezza per i malintenzionati che, come all interno di una macchina invisibile si sentirebbero in diritto di compiere qualunque azione senza essere perseguiti.
Qui non si parla di privacy ,ma secondo alcuni apple starebbe difendendo quei terroristi, secondo molti la strada presa sarebbe quella giusta perché difenderebbe i propri clienti e la privacy degli stessi.
Secondo noi però per cercare di combattere il terrorismo si potrebbe rinunciare a un pezzo della propria privacy per stare, forse, più tranquilli.

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