Due settimane fa l’Fbi ha chiamato Apple e le ha chiesto un aiuto per entrare nell’iPhone di Syed Rizwan Farook, uno dei due attentatori della strage di San Bernardino. L’iPhone di Farook è ora in mano all’Fbi che vorrebbe accedere ai suoi contenuti, i quali sono cifrati. Poiché né l’Fbi né la Apple conoscono il codice usato da Farook, l’idea è di provare a entrare nel telefonino tentando molte password diverse ma ovviamente il limite dei dieci tentativi costituisce un problema. Quindi è stato chiesto l’Apple un software per evitare l’inserimento manuale di quelli che sarebbero innumerevoli e di fatto impraticabili tentativi di accesso; e dovrà evitare che il dispositivo inserisca dei tempi di attesa tra i vari inserimenti. A questa assurda richiesta l’Apple ha risposto dicendo: «una decisione senza precedenti che minaccia i nostri clienti». E chi può dargli torto? Si tratta di violare la privacy di ogni posseditore al mondo di iPhone, quindi la domanda è: violare la privacy o evitare POSSIBILI attenti?Sinceramente penso che anche se questo software venisse dato esclusivamente all’FBI, probabilmente, nel giro di poco sarebbe in mano a molti esperti informatici. Personalmente credo quindi che l’Apple ha più che ragione a non creare quel software, insomma chi vorrebbe avere il telefono non sicuro?

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1 Comment
  1. miristella 4 anni ago

    Ciao, marimigliano. Hai scritto un buon articolo, con interessanti spunti di riflessione, ben strutturato e privo di errori ortografici, ben fatto. Concordo pienamente con la tua opinione, bisogna certamente curare particolarmente la privacy dei cittadini.

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