Etimologicamente lo sport è l’insieme delle attività ludiche di tipo agonistico che richiedono un certo livello di abilità fisiche e intellettuali. Fin dall’antichità é sempre stato sinonimo di salute, scuola di vita, rispetto di regole e avversari, confronto leale, onestá, costruzione giornaliera delle proprie qualità fisiche e mentali, miglioramento dei propri limiti.
Oggi si è molto lontani dal concetto tradizionale di sport,in quanto alla sua dimensione ludica si intrecciano componenti economiche, politiche, sociali e culturali che ne fanno un fenomeno polidimensionale. In una società dove “l’apparire” svolge un ruolo significativo, la competizione sportiva non è più sana ma volta a “mettersi in mostra”, tanto che la vittoria è vista non come il raggiungimento di un obbiettivo personale ma come un occasione per eccellere e prevalere sugli altri, e per farlo gli atleti ricorrono all’aiuto di pratiche illecite piuttosto che alle capacità personali. Rientra in questo contesto il DOPING, un fenomeno consistente nell’assunzione di sostanze o medicinali proibiti che migliorano artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni di uno sportivo. In campo, la responsabilità principale della condotta corretta dello sport a livello internazionale è affidata agli stessi giocatori,ma cosa succede se sono loro i primi a infrangere le regole? Ma io mi chiedo,che senso ha imbrogliare? Che gusto c’è? Lo scopo della competizione non è vincere, é prima di tutto mettersi in gioco, confrontare se stessi e le proprie capacità con quelle di altre persone, imparare a migliorarsi attraverso il confronto e il duro allenamento, non con l’ausilio di droghe.
Vincere con l’inganno peró non è sempre una scelta dell’atleta, infatti, dietro le “quinte” di una competizione sportiva ci sono allenatori, sponsor, medici e finanziari che esercitano implicitamente pressioni psicologiche sui giocatori,in modo da indurli ad assumere sostanze dopanti per vincere, non perché realmente interessati alla vittoria, bensí al guadagno che ne ricavano. Ma andando avanti così, che fine farà il mondo sportivo? Che insegnamento trarranno i giovani davanti a questi esempi diseducativi?
A mio parere gli atleti che fanno uso di sostanze illecite dovrebbero in qualche modo pagare i loro errori, insieme però a chi li ha seguiti e a chi si è arricchito alle loro spalle.
Le Associazioni, le famiglie, le scuole e la società dovrebbero investire su una nuova filosofia dell’attività sportiva, non più legata al successo a tutti i costi ma alla crescita fisica e morale dei giovani, rifacendosi al concetto tradizionale dello sport.

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Commenti
  1. lilitasoto 6 anni ago

    Gli atleti, facendo uso di queste sostanze, trasmetto un messaggio terribile ai giovani che vedono in loro un esempio a seguire e cio

  2. elebyele2 6 anni ago

    Sono d’accordo con te, basta doping! La vera vittoria non si ottiene imbrogliando, ma con un duro e costante allenamento!!! Per non parlare poi degli effetti collaterali del doping che possono portare alla morte! Questo articolo mi

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