L’attualità ci fa conoscere alcuni aspetti negativi dello sport. Irregolarità piccole e grandi che fanno traballare la credibilità sui grandi valori dell’attività sportiva, la quale, a volte, è dominata da un eccessivo desiderio di competizione, di vittoria e di denaro, tutti obiettivi che, per essere raggiunti, richiedono un allenamento duro e grandi sacrifici. Nella speranza di ottenere il successo più rapidamente e con minore fatica alcuni atleti non resistono alla tentazione di ricorrere a sistemi illeciti. Senz’altro il più pericoloso è costituito dall’uso di sostanze chimiche per alterare la prestazione fisica umana.I problemi di Diego Armando Maradona con le droghe, soprattutto con la cocaina, sono conosciuti da tutti. Ma i suoi problemi, purtroppo, non si fermano a questo. Ai mondiali di Usa ’94, dopo la partita Argentina-Grecia in cui Maradona segnò uno splendido gol, fu trovato positivo all’efedrina, sostanza stimolante proibita. Marco Pantani,contrariamente a quanto generalmente si pensa, non è mai stato trovato positivo ad un controllo antidoping. Fu squalificato dopo la tappa di Madonna di Campiglio al Giro d’Italia del 1999 perchè gli fu riscontrato un valore di ematocrito (livello di globuli rossi nel sangue) del 52%, cioè dell’1% superiore al consentito.Danilo Di Luca fu trovato positivo al CERA (l’EPO di nuova generazione) dopo due tappe del Giro d’Italia del 2009. Fu sospeso dall’unione ciclistica internazionale per 2 anni e licenziato dalla sua squadra, il team Lpr. Marion Jones è stata campionessa mondiale dei 100 metri piani ad Atene 1997 ed a Siviglia 1999 e ha vinto 5 medaglie olimpiche nel 2000 a Sydney: 3 d’oro e 2 di bronzo. Nell’ottobre del 2007, dopo aver annunciato pubblicamente di aver fatto uso di sostanze dopanti in vista della preparazione ai Giochi olimpici di Sydney, Marion Jones restituisce gli allori vinti all’Olimpiade australiana.
Guillermo Canas, tennista argentino vincitore di parecchi tornei del circuito ATP, è ricordato per essere stato uno dei primi casi di doping nel tennis. Ma purtroppo non accade solo per atleti di alto livello ma anche nello sport praticato a livello amatoriale e, cosa ancor più grave, già nell’adolescenza. Si riconoscono due diverse modalità di impiego di sostanze dopanti: la prima con farmaci a lungo termine, la cui somministrazione avviene molto tempo prima della gara; la seconda è quella di somministrare farmaci lo stesso giorno della gara, perché sono ad azione immediata. Tutto ciò non è vincere. La vittoria va meritata attraverso la costanza e la fatica dell’allenamento. Ingerendo questi farmaci non solo si mette a rischio la propria vita ma non si ha la soddisfazione di aver vinto con il proprio impegno e il proprio talento la partita perciò rifiutate con decisione qualsiasi intruglio, zuccherino colorato o altro che allenatori o dirigenti vi invitano ad assumere per sentirvi meglio o per aumentare la vostra prestazione. Non abituatevi ad assumere sostanze anche innocue come bibite o integratori alimentari che condizionano il vostro modo di intendere la prestazione sportiva come un’attività in cui bisogna primeggiare a ogni costo. LO SPORT NON è QUESTO! L’attività fisica deve essere innanzitutto momento di divertimento e creatività, di miglioramento delle molteplici capacità motorie, di incontro e socializzazione, di sperimentazione della gioia del vincere e dell’accettazione del perdere, di lealtà e correttezza.

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Commenti
  1. giusj 6 anni ago

    Purtroppo c’

  2. samarina 6 anni ago

    Sono d’accordissimo con te. Purtroppo stiamo perdendo il vero sport, il vero valore che aveva una volta ed

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