Doping di Stato. Viene definito così l’ultimo scandalo che ha travolto la Russia negli ultimi giorni. La IAAF, ovvero l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera, è l’organizzazione che si occupa dell’atletica leggera a livello mondiale. Secondo una loro indagine Russia, Argentina, Ucraina, Bolivia, Andorra e Israele sono state definite “non conformi” alle normative anti-doping. Ad occuparsi dei controlli sarà la stessa agenzia mondiale, finché le organizzazioni che non hanno ottenuto la “conformità” non si metteranno in regola. Brasile, Belgio, Francia, Grecia, Messico e Spagna sono state inserite in una lista di federazioni sotto osservazione che entro il marzo del 2016 dovranno mettersi in regola per evitare la stessa sanzione già inflitta agli altri 6 paesi. È come il classico vaso di Pandora: saltato il tappo, esce tutto il marcio. Ma la notizia era quasi prevedibile dopo un’indagine che ha colpito Lamine Diack, ex presidente dell’IAAF (ad agosto sostituito da Sebastian Coe), accusato di aver incassato tangenti per almeno 200mila euro dalla Federazione russa per coprire casi di doping di nomi di spicco del movimento. Quelle che erano solo voci sul doping sportivo, adesso si stanno trasformando in un vero e proprio scandalo. Secondo un rapporto del WADA (World Anti-Doping Agency), la Russia avrebbe gestito nei minimi dettagli la truffa e che questo caso sarebbe soltanto la “punta dell’iceberg” di un sistema che riguarda parecchie nazioni. Nel rapporto il WADA racconta: “Uno dei capi del sistema sarebbe Grigory Rodchenkov, direttore del laboratorio antidoping di Mosca, accusato di aver distrutto 1.417 campioni, su ordine partito direttamente da Vitaly Mutko, ministro dello Sport e uomo fidato di Putin. Rodchenkov avrebbe anche orchestrato un meccanismo di estorsione ai danni degli atleti beccati ai controlli, attraverso cui venivano finanziate le mazzette alla Iaaf. Una truffa organizzata e strutturata nei minimi dettagli: nella periferia di Mosca, infatti, esisterebbe un vero e proprio laboratorio parallelo, dove venivano alterati i valori degli atleti compromessi, distruggendo invece i campioni positivi. Una volta manipolati i risultati, le provette “ripulite” venivano trasmesse al laboratorio ufficiale. Così decine di atleti russi si sarebbero salvati dalla squalifica, proseguendo nella loro carriera.” Ma perché un grande stato come la Russia avrebbe infangato il nome della propria federazione?
A questa domanda, la risposta non è semplice. Ma poniamoci un’altra domanda. Quanti altri Stati hanno imbrogliato per vincere?
Nella storia abbiamo avuto anche altri casi di doping. Il “fenomeno” Germania dell’Est ne è un esempio. Una nazione con 16 milioni di abitanti è riuscita a vincere 409 medaglie (di cui 160 d’oro) in cinque edizioni delle Olimpiadi nel ventennio dal 1968 al 1988, diventando terza potenza mondiale in ambito sportivo dopo Unione Sovietica e Stati Uniti.
Caso che ha fatto discutere un mondo intero è quello di Heidi Krieger, lanciatrice del peso che vinse tra l’altro l’oro agli Europei di Stoccarda del 1986. In giovane età, venne imbottita di steroidi e ormoni a tali dosi che finì per assumere tratti somatici maschili e nel 1997 cambiò sesso per diventare Andreas.
Questi casi e queste inchieste fanno perdere la voglia di seguire lo sport. Non servono a nulla le medaglie o la vittoria di competizioni, sapendo che hai barato. Il concetto di legalità, di sportività e di correttezza verso il prossimo dovrebbero essere al centro dello sport. Non serve a nulla saper correre alla velocità della luce se ti sei dopato. Inoltre non rispetti il prossimo che dopo duro lavoro è riuscito a classificarsi secondo o terzo. I valori che prima ho elencato, dovrebbero essere anche rispettati dai leader delle federazioni sportive, che dovrebbero criticare ed opporsi a questi atteggiamenti, e non sostenerli.
La vittoria deve essere frutto di un duro lavoro. Essere il migliore significa essere colui che ha superato i concorrenti perché ha una dote o ha saputo lavorare bene. Non vale nulla essere dopati e vincere.
Questo non è sport.

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1 Comment
  1. scienza1998 6 anni ago

    Complimenti bellissimo articolo, davvero bravo, hai colto perfettamente il tema della settimana e lo hai elaborato con criterio, riferimenti e ragionamenti molto complessi che pochi riescono a fare, bravo continua cos

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