Tutti i giorni abbiamo modo di ascoltare notizie sportive tutt’altro che gioiose, ma invece intrise di tristezza e disonestà. Si parla di vittorie conseguite grazie all’uso di sostanze dopanti, di medaglie revocate proprio per il doping e di atleti che dopo aver fatto uso di sostanze illegali per migliorare le proprie performances in gara sono stati scoperti o, nel migliore dei casi, si sono costituiti a causa della loro stessa coscienza. Queste notizie sono la “cronaca nera” dello sport, sono tutto quello che uno spettatore o un tifoso non vorrebbe mai dover udire. Lo sport vero è dove vinciamo “solo” perchè con le proprie forze siamo stati in gardo di battere i nostri avversari, dove anche perdere avendo dato tutto è un grande risultato. Mi sono spesso chiesto come mai durante le gare internazionali di atletica leggera, siano sempre gli atleti del paese ospitante ad emergere e a vincere se non il più alto, un notevole numero di medaglie. Non credo possa essere solo una fortuita coincidenza. Le domande che però mi pongo da sportivo sul tema della falsificazione delle prestazioni sportive sono essenzialmente due: una vittoria conseguita con l’ausilio del doping, rispetto ad una onesta, quanto vale nella mente dell’atleta scorretto? Siamo tutti capaci di sopportare il peso di una vittoria “dopata”?

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1 Comment
  1. elebyele2 6 anni ago

    La sana competizione

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