“L’importante non è vincere, ma partecipare” – purtroppo, secondo me, oggi siamo molto lontani da quest’atteggiamento. Tutti vogliamo essere sempre più veloci, più astuti, migliori. Se non vinciamo, non siamo contenti. Questa idea ce la danno soprattutto la nostra società e i media. Avere successo è importantissimo.
Oggigiorno chi vuole avere successo, deve sempre dare il suo meglio. Non deve mai indebolirsi. Lo stress da prestazione tormenta tanti di noi.
Anche gli sportivi conoscono di sicuro questi problemi. Sono sempre paragonati con gli altri. I loro successi ma anche ogni fallimento è discusso da tanti. Si trovano sotto grande pressione, forse per alcuni diventa troppa. Questa può essere una spiegazione possibile perché così tanti sportivi cominciano a doparsi. Non sono più leali, ma aumentano la loro competitività con delle sostanze illegali. Questo comportamento però è nocivo alla loro salute, può portare fino alla dipendenza e rende lo sport di competizione quasi inutile. Non possiamo ricompensare qualcuno perché è stato il migliore a non essere sorpreso dal controllo antidoping!
Secondo me non ci resta altro che appellarci alla coscienza di ognun sportivo e allenatore: Anche se vincete dopando, non sarete contenti con questa vittoria, perché non è vostra!
In più ognuno di noi non deve dimenticare che anche gli sportivi sono soltanto uomini normali – anche se sono molto bravi, non possono vincere ogni gara.
Per terminare, non dobbiamo vedere solo la competizione, ma anche il piacere, il lavoro d’équipe e lo spirito combattivo – “L’importante non è vincere (sempre), ma partecipare“.

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2022 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account