Il doping, un modo più facile per vincere ma un metodo più vicino all’antisportività.
Consiste nell’assumere sostanze illegali che portano a sentire meno fatica durante uno sforzo e migliorano le prestazioni dell’atleta.
Molte volte si sentono grandi campioni nello sport che dopo qualche anno che si sono ritirati dalle gare ammettono di aver vinto solo perché erano dopati. Secondo me, questa vittoria non porta nessuna soddisfazione e ritengo che si arrivi a perdere tutta l’ammirazione verso quella persona.
E’ molto brutto partecipare a una gara e arrivare secondi e dopo qualche anno che l’atleta arrivato primo era dopato, questo porta a pensare che il gradino più alto del podio non se lo meritava davvero il primo, ma il secondo; però purtroppo non si può tornare indietro.
Molti ritengono che il doping non fa solo male al corpo, ma anche allo sport. In parte è vero che chi assume queste sostanze si rovina il fisico, ma secondo me, la cosa che rovina di più è la sportività al livello mentale, cioè arrivando primi da dopati si ha meno soddisfazioni che arrivare terzi solo con le proprie abilità.
Più che altro si fa un torto agli altri atleti, perché non si conta sulle proprie abilità, ma sull’effetto della droga che si assume per aumentare le capacità del proprio corpo.
Sport significa mettersi a confronto con altre persone sulle proprie abilità che si acquista solo grazie ad allenamenti, e non grazie alla droga.
Io non mi fido di alcuni campionati sportivi perché i controlli sono scarsi e alcune volte si corrompono gli addetti alle verifiche sportive nel certificare che il fisico dell’atleta è idoneo alla gara.
In conclusione, il doping non è un problema principalmente legato al fisico, ma di spirito.
Un vero campione si vede dalla sua capacità, ma dal suo carattere determinato a vincere in maniera più sportiva possibile
L

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2023 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account