Sempre più elevato è il numero delle persone che praticano un’attività sportiva e ciò avviene per diversi motivi: migliorare l’aspetto fisico, favorire quello psicologico. In questo senso, infatti, lo sport può servire per “scaricare” le tensioni accumulate durante la giornata rendendo così chi lo pratica più tranquillo. Io penso che lo sport sia qualcosa di speciale,che va protetto da tutto ciò che lo vuole rovinare. Lo sport è vita, gioia,è un insieme di momenti dove ci possiamo rilassare e non pensare alle cose brutte che accadono ogni giorno. E’ ciò che ci mette in contatto con altra gente e soprattutto,ci fa crescere. Negli ultimi anni lo sport si sta macchiando di un problema molto grave: il doping,ciò che non ci fa essere noi stessi cambiandoci sia a livello fisico, che mentale. Questo è un mondo che va soltanto trascurato e messo da parte. Il doping è cercare di essere migliori con l’imbroglio,perché consapevoli di non essere abbastanza capaci o altre volte,non essendo interessati a impegnarsi per raggiungere un risultato con le proprie qualità. Secondo me,il doping è “sinonimo” di corruzione, risultati combinati, mezzo utilizzato per rovinare sé stessi. Infatti,il doping non è soltanto slealtà e inganno verso gli avversari: lo è soprattutto verso ognuno di noi. E’ un oltraggio al benessere. Non capisco perché c’è ancora gente che ha intenzione di mettere in pericolo la propria salute al fine di rubare un risultato! Questo fenomeno ha colpito numerosi sport,come il ciclismo basti pensare a Pantani escluso dal Giro d’Italia del 1999 o Lance Armstrong vincitore di diversi Tour de France. Ma anche nell’atletica ci sono stati casi di doping come quello di Ben Johnson, squalificato ai Giochi olimpici di Seul nel 1988 dopo aver vinto la corsa dei 100 metri piani e stabilito il nuovo record del mondo,che venne poi annullato, o quello dell’ italiano Alex Schwazer risultato positivo all’EPO e quindi squalificato dai giochi olimpici. Secondo me,per poter eliminare o comunque ridurre l’uso delle sostanze dopanti bisognerebbe aumentare la frequenza dei controlli e la severità delle pene inflitte sia a livello sportivo, che giuridico. Ma soprattutto, bisognerebbe educare i giovani fin da piccoli ai valori dello sport e alla lealtà,onestà iniziando dalle scuole ma anche nelle società sportive senza fare distinzioni di sport.

LUCA MANCINI

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