Il termine doping indica l’uso di farmaci o sostanze farmacologicamente attive, non giustificato da uno stato di malattia. Questi composti vengono, infatti, assunti per alterare le condizioni fisiologiche e psicofisiche dell’organismo e migliorare le prestazioni agonistiche degli atleti. Poiché il doping incrementa i risultati ottenuti con gli allenamenti, si configura come una pratica illecita, contraria al principio di correttezza caratteristico dello sport.
La causa principale della diffusione del doping è, sicuramente, l’esasperazione della competizione, indotta da interessi economici e politici. Il giro d’affari che ruota intorno agli incontri sportivi internazionali non può giustificare il diffondersi di una cultura tollerante nei confronti del doping.
E’ necessario combattere il fenomeno del doping alla radice: gli allenatori o i genitori che consigliano ai giovani atleti come indispensabili ricorrere all’uso di integratori, sali minerali, vitamine, prima della gara, di fatto minano la loro educazione sportiva, suggerendo l’idea che è necessario affrontare l’impegno agonistico con “qualche aiuto”.
E’ necessario educare uno sport pulito, uno sport che sia garante di uguaglianza e che permetta a tutti di gareggiare nelle stesse condizioni.
Seguire un corretto comportamento sportivo, non oltrepassare il confine della liceità, cercare di migliorare le proprie prestazioni senza supporti farmacologici è ciò che fa dell’atleta un vero campione.

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