Il doping consiste nell’assumere sostanze proibite per poter aumentare la propria prestazione fisica; è soprattutto usato nelle competizioni tra atleti. Il doping non risparmia quasi nessuna disciplina sportiva né a livello professionistico né a livello dilettantistico.
Chi ricorre al doping durante competizioni sportive, aumenta il proprio rischio a essere squalificato dalla gara e a essere sospesi da organismi governativi per non essersi sottoposto ai test antidoping.
A mio parere il doping è un modo ingiusto e anche incoerente di vincere, le persone che assumono sostanze per affrontare e migliorare prestazioni sportive, probabilmente pensano solo alla vittoria e non ai rischi fisici e morali in cui si imbattono e al danno allo sport, a cui dedicano gran parte del loro tempo. Non condivido la scelta di doparsi degli atleti, al cattivo esempio per i giovani… lo giudico un modo scorretto e disonesto di partecipare a una gara.
Il doping di Stato sembra affermarsi soprattutto nei paesi dell’Est, dove l’immagine vincente dello sport è utilizzata come propaganda politica, all’affermazione di modelli nazionalistici. Il caso di maggior portata è da attribuire alla pesista tedesca dell’est, Heidi Krieger, che in seguito alle assunzioni di doping è stata costretta a cambiare anche sesso.
Negli Stati Uniti non viene risparmiato nemmeno Carl Lewis, risultato positivo al doping per ben tre volte, e anche Ben Johnson che a tre giorni dal record dei 100 metri venne trovato positivo al test antidoping.
Si aggiunge all’elenco anche il campione Diego Armando Maradona, la cui carriera calcistica fu troncata per la seconda volta nel 1994, poiché risultò positivo al test antidoping.
Tutti questi casi, insomma, ci inducono a pensare che probabilmente non è una scelta saggia e sensata quella di ricorrere al doping, ma lo spirito di competizione a volte, è secondo me più forte del buon senso e induce a provare quello che può segnare pesantemente il nostro futuro.

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1 Comment
  1. carpediem15 6 anni ago

    Sono d’accordo che

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