Forse non è corretto dire “Torna l’incubo del doping” perché il doping è sempre stato un problema del mondo dello sport, e in particolare dell’atletica leggera. Molti atleti, infatti, sono disposti ad assumere qualsiasi tipo di sostanze stupefacenti per migliorare le proprie prestazioni fisiche e, dunque, per giungere alla vittoria, una vittoria finta, falsa. Penso che ovviamente una vittoria sleale non possa essere paragonata a una vittoria ottenuta con impegno e dedizione. Il doping è, dunque, l’espressione dell’arroganza, della prepotenza e della competizione sleale; spesso i protagonisti di questa pratica scorretta appartengono a nazioni politicamente molto forti come gli Stati Uniti d’America e la Russia. Marion Jones, per esempio, aveva fatto uso di sostanze stupefacenti nelle Olimpiadi svolte a Sidney nel 2000, vincendo cinque medaglie; Ben Jonhson, ancora prima, ai giochi olimpici di Seul nel 1988 aveva stabilito il nuovo record del mondo nei 100 metri piani, record annullato. A questi atleti e a molti altri piace vincere facilmente? Non ha senso partecipare alle gare solo per vincere, facendosi soprattutto del male. Fortunatamente gli atleti onesti non si sono “estinti” del tutto; un minimo di lealtà rimane all’interno delle gare e, con questa, l’entusiasmo degli spettatori. Penso soprattutto ad atleti come Usain Bolt e ad altri che si sacrificano per lo sport e che non provengono da Stati potenti.

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Commenti
  1. riccdesiree 5 anni ago

    Ciao #NoDoping

  2. miristella 5 anni ago

    L’articolo

  3. federotulo 5 anni ago

    Come hai ben detto, lo scoraggiamento traspare soprattutto dagli spettatori, perch

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