Ogni giorno sempre più donne vengono maltrattate dai propri mariti,fidanzati ma anche dai figli, o addirittura dai padri, a seguito di discussioni banali o a causa di malsane gelosie. Questa violenza si deve combattere, si può fermare. Tutto sta in un fatto culturale. Se ci chiediamo come sia possibile per un uomo esercitare tanta violenza, arriviamo a pensare che il genere maschile sia connotato da cattiveria, ma non è così. L’aggressività è dovuta alla concezione secondo cui l’uomo considera la donna una sua proprietà,un suo naturale possesso. Verrebbe naturale collegare questo fenomeno ai Paesi orientali, dove nemmeno la concezione religiosa è favorevole alla figura femminile;ma non bisogna fermarsi lì poiché questo fenomeno è molto presente anche in Europa, nonostante essa si vanti di una cultura più evoluta. L’esercizio di potere che l’uomo e la società esercitano sulla donna affinché il suo comportamento sia conforme alle aspettative della società patriarcale può e deve essere fermato da un cambiamento nella cultura, nell’educazione, nelle leggi, in una consapevolezza di se stessi e degli altri, nel modo di rappottarsi tra uomo e donna. A porre fine a questo fenomeno disumanodevono essere anche le vittime stesse, che devono trovare il coraggio di denunciare le violenze subite, perché nella maggior parte dei casi l’uso dell’acido è solo il culmine di una serie di violenze sia fisiche che psicologiche. Spero che prima o poi questo fenomeno brutale cessi per sempre. Nessuno merita questo tipo di trattamento, men che meno una donna che cerca di difendere la sua indipendenza e i suoi diritti.

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