Il recente caso di sospensione della Federazione russa da parte dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha fatto riemergere ancora una volta molti dubbi riguardanti la correttezza dei risultati nel mondo dello sport.
Il termine doping indica l’assunzione di sostanze o medicinali proibiti con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni. È sempre stata forte l’indignazione nei confronti delle scorrettezze sportive, ma nonostante ciò sono molteplici i casi di squalifica per sostanze dopanti. Molto spesso, ci si chiede se molti dei risultati delle competizioni sportive non siano stati in qualche modo manipolati.
Personalmente, ritengo che l’utilizzo di queste sostanze illecite violi molti dei principi sui quali si è sempre basato lo sport: lealtà e disciplina sono da sempre stati due valori cardine. Non rispettarli equivale a dare un pugno nell’occhio a coloro che si impegnano quotidianamente per difendere questi valori, oltre che a dare una pessima immagine del mondo sportivo.
Trovo che sia assolutamente corretto sanzionare pesantemente coloro che fanno uso di sostanze dopanti, in quanto mettono a serio rischio la credibilità dello sport agli occhi del pubblico e tolgono le giuste ricompense a chi si è allenato duramente e in maniera corretta.
Al giorno d’oggi, lo sport ha raggiunto una diffusione globale: la voglia e la fame di vittorie, però, non giustificano minimamente questi gravi gesti. Tutto ciò avviene sia per i singoli atleti che per alcune società che, pur di ottenere risultati all’altezza delle aspettative, costringono i propri componenti a fare uso di sostanze illecite.
Nel caso della Federazione russa è ancora da verificare se sia stato fatto o meno uso di sostanze illecite. Ancora una volta, purtroppo, viene macchiata l’immagine dello sport. Penso che per combattere questo fenomeno si debba finanziare ulteriormente la campagna antidoping, affinché si sensibilizzino le nuove generazioni, punendo con pene molto severe coloro che fanno uso di sostanze illecite. Oltre che a condizionare i risultati di una competizione il doping può anche avere delle ripercussioni negative sulla salute dell’atleta che ne fa uso.
Probabilmente, è lecito chiedersi come mai le grandi potenze mondiali (Cina, Russia e Stati Uniti) monopolizzino il medagliere delle Olimpiadi da tempo. Certo, se i risultati sono stati ottenuti correttamente, allora è giusto evidenziare i meriti della nazione, ma ora, con lo scandalo russo, questa credibilità viene meno, e i dubbi sui risultati ottenuti aumentano sempre più.
Concludendo, ritengo che fare uso di sostanze dopanti sia una delle azioni più miserevoli che si possano commettere. I controlli effettuati sono sempre più rigidi: sarebbe bello però che i dubbi sulla legittimità dei risultati ottenuti svanissero per sempre.

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