Cos’è il doping? Come funziona? A cosa serve? Questo sono solo alcune delle numerose domande che ogni giorno gli sportivi ,e non, si pongono riguardo all’argomento doping. Generalmente con questo termine si suole indicare il ricorso a sostanze per migliorare in maniera artificiale le proprie prestazioni fisiche. Poiché il doping incrementa le capacità dell’atleta, esso si configura come una pratica illecita.
Questa usanza tuttavia non è di recente invenzione, anzi, veniva già utilizzata nell’antica Grecia e, per esempio, nel Sudamerica, dove si usano ancora tutt’oggi sostanze proibite o vere e proprie droghe come la cocaina, soprattutto per stimolare i lavoratori. Nonostante ciò è da solo una decina d’anni che si è cercato di dare una definizione di doping (termine che deriva dall’inglese to dope, ovvero drogare), e soprattutto di capire in cosa esso consistesse.
In questi ultimi giorni l’argomento è tornato in voga, a causa di ciò che è avvenuto in Russia. Purtroppo questi fatti potrebbero mettere seriamente a rischio lo svolgimento delle Olimpiadi. Non è ovviamente il primo caso di doping di massa da parte di una nazione. Oltre alla Russia, l’esempio più recente in questo ambito riguarda certamente la Spagna, che per circa 3-4 anni ha letteralmente dominato in ogni ambito, a partire dal ciclismo, con Contador al quale sono stati sottratti numerosi trofei per illecito sportivo, al calcio con una nazionale che nel giro di 2 sembra essersi completamente spenta, fino a giungere al tennis con Nadal che in un paio d’anni è passato da essere una forza della natura a essere un giocatore normalissimo. Comunque senza fare i conti in tasca a nessuno anche noi italiani siamo stati spesso coinvolti in questo genere di scandali, vedasi il caso Schwazer, oppure nel calcio i casi di Inter e Juventus. Tuttavia sappiamo benissimo che lo sport nel quale il doping riguarda un gravissimo problema è sicuramente il ciclismo. Il perché è molto semplice. Il ciclismo, infatti, è uno degli sport più faticosi ed impegnativi per il nostro organismo. Sono peraltro raccapriccianti alcuni racconti di alcuni ciclisti, che affermano di aver preso sostanze dopanti controvoglia.
Il doping agisce sulle nostre performance personali, alterando le nostre abilità. Quello che però in pochi sanno è che il doping fa anche molto male all’organismo stesso. Per capire questo concetto prendiamo in esame una delle sostanze dopanti più diffuse tre gli “sportivi”, cioè l’EPO. In poche parole questa sostanza chiamata anche eritropoietina stimola la produzione di globuli rossi. Ciò produce chiaramente un aumento delle capacità respirative e riduce di molto la stanchezza permettendo all’ atleta in questione di essere più lucido mentalmente anche sotto sforzo. Tuttavia questo aumento rapido di globuli rossi provoca anche un aumento della viscosità del sangue, alterandone le quantità di plasma e di ematocrito. Il surplus sopracitato crea ovviamente scompensi nei valori sanguigni, che purtroppo sono la causa principale di infarto, asfissia e trombosi. Chiaramente esistono molte altre sostanze pericolose, come gli analgesici, gli steroidi, l’ ACTH, gli stimolanti, le droghe, l’alcol e la creatina. Tutte queste sostanze oltre ad apportare un vantaggio a chi ne fa uso, sono dannose come l’ EPO. In pratica l’unica cosa che differenzia le sostanze citate riguarda solo il metodo di assunzione e la funzionalità
Perciò il doping crea gravi danni a volte irreparabili al corpo e all’organismo, oltre che rovinare quell’aura che circonda lo sport. Col doping vengono azzerati tutti quei valori che lo sport ci insegna, poiché si acquisisce un vantaggio in maniera sleale. Dunque il doping è il contrario dell’essenza stessa dello sport e non fa male solo all’atleta ma allo sport in generale.

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Commenti
  1. wilcadu 6 anni ago

    Il doping

  2. insignel24 6 anni ago

    trovo questo post molto interessante e ricco di informazioni. Devo dire per

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