Nel periodo 2006-2008 la Federazione Internazionale di Atletica (IAAF) ha coperto i valori sanguigni di atleti sospettati di aver fatto uso di sostanze dopanti. Il maggior numero di persone coinvolte proviene dalla Russia, ma non sono le uniche interessate, visto che sono trentanove i Paesi presenti nella lista: per esempio, al secondo posto troviamo il Kenya con 25 casi, al terzo posto possiamo vedere Grecia e Spagna entrambe con 12 atleti coinvolti, mentre, nella parte bassa dell’elenco, troviamo paesi come Ungheria, Tunisia e Svizzera con un solo caso. L’Italia si trova al quattordicesimo posto, assieme al Brasile, al Qatar e agli Stati Uniti, con 4 atleti coinvolti. Andando ad osservare la classifica delle Olimpiadi estive del 2008 a Pechino, vediamo che i primi 4 Paesi nella lista si trovano, rispettivamente, al terzo, al quindicesimo, al cinquantanovesimo e al quattordicesimo posto. Ciò che si può notare è che, pur essendo ai primi posti nella classifica dei casi di doping, i risultati di queste nazioni nella competizione, a parte quelli della Russia, non sono stati brillanti. Ciò si può notare non solo nei Giochi Olimpici del 2008, ma anche in quelli del 2012 e del 2004, nei quali, solo la Russia è riuscita a salire sul podio o ad avvicinarsi molto. I due Paesi che si trovano sempre ai vertici delle classifiche sono: Stati Uniti e Cina. Questi due Paesi si trovano al nono e al sedicesimo posto nella lista dei casi di doping. Grazie a questi dati capiamo che queste sostanze non hanno un ruolo fondamentale nel rendimento degli atleti. Infatti, uno sportivo, pur assumendo queste droghe, deve comunque essere abile nella pratica di quel determinato sport. Prendiamo come esempio la Russia: essendo al vertice tra gli Stati coinvolti nei casi di doping, dovrebbe essere ai primi posti se queste sostanze aumentassero enormemente le capacità fisiche di un atleta da renderlo imbattibile; invece, nell’ occasione delle Olimpiadi del 2004, del 2008 e del 2012, non ha mai raggiunto la prima posizione. Ciò significa che Stati Uniti e Cina possiedono atleti con potenzialità maggiori rispetto a quelli russi, che sono comunque un avversario temibile. In conclusione: non importa essere drogati per avere un rendimento eccellente nelle competizioni, ma bisogna essere nati appositamente per eccellere in quella disciplina.

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