Al giorno d’oggi è sempre più diffuso il fenomeno del doping tra gli atleti, soprattutto olimpiaci. Il doping è un’attività illegale che consiste nell’assunzione di farmaci che aiutano a migliorare la propria prestazione fisica, donando all’atleta che ne fa uso la vittoria. Il doping è soprattutto un atto di slealtà verso gli altri atleti più onesti e verso se stessi e il proprio lavoro.
Che senso ha fare sport, se nel momento in cui bisogna dimostrare che il proprio lavoro ha dato buoni frutti, si fa uso di sostanze illegali per sviare la gara e raggiungere il successo senza alcuno sforzo?
La domanda che mi sorge spontanea è: questi atleti imbroglioni, si sentono bene con loro stessi nel momento in cui ricevono una medaglia che non hanno meritato?
Marta Dominguez, ad esempio, è diventata, oltre che un’importante persona politica, anche la vicepresidente della federazione spagnola di atletica; ma con che coraggio si è presentata come una dei maggiori rappresentanti dell’atletica spagnola, sapendo che le sue medaglie d’oro sono state vinte grazie a delle sostanze illegali? Con che coraggio è riuscita a guardare in faccia i propri avversari e a ricevere le medaglie con un sorriso fiero dipinto in volto?
Non ci si può fidare nemmeno degli esponenti maggiori dell’attività più onesta che dovrebbe esistere. Lo sport, è da sempre una delle attività che deve suscitare onestà e lealtà, che deve insegnare a saper vincere così come a saper perdere. Se gli stessi atleti professionisti non sono capaci di perdere e a causa di ciò ricavano un aiuto da sostanze illegali, come possiamo noi imparare a saper accettare una sconfitta? Tutti vogliono vincere, è ovvio, tutti credono di poter vincere, eppure coloro che dovrebbero essere sicuri delle proprie capacità si arrendono anche prima di provare e mettersi in gioco.
Non c’è più onestà, non c’è più umanità, non c’è più passione e amore in ciò che si fa. Non c’è più lo sport, o almeno lo sport che dilettava gli antichi greci, gli dei dell’Olimpo e l’uomo dei secoli.
Ma soprattutto, come possono sentirsi gli atleti onesti che perdono a causa della slealtà? Perché degli onesti ci devono pur essere, o non parliamo più di gara sportiva, ma di quale droga è più efficace.

1 Comment
  1. mikyreporter 7 anni ago

    Mi piace molto il tuo articolo e sono pienamente d’accordo con te. Per rispondere al tuo titolo, secondo me la maggior parte se non la totalit

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