Ultimamente si è sentito parlare tanto della decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha firmato per l’utilizzo dei dazi nelle importazioni ed esportazioni di prodotti con l’Europa e con la Cina imponendo delle tasse sull’acciaio e sull’alluminio, convinto di risolvere i problemi economici dell’America; infatti, negli ultimi anni molte imprese americane, non trovando più conveniente produrre negli USA per il costo del lavoro troppo alto, hanno preferito spostare le proprie produzioni in paesi dove avrebbero potuto guadagnare di più. Per cui, per favorire le imprese locali, Trump ha deciso di imporre nuove tasse pari al 25% sull’acciaio e al 10% sull’alluminio, però con variazioni per i paesi alleati, come Canada e Messico, mentre alla Cina, principale concorrente, è stato imposto un dazio del 54% sull’acciaio.
Il ministero del commercio cinese ha subito risposto alla decisione di Donald Trump, sollecitandone la cancellazione il più presto possibile, aggiungendo che anche la Cina è pronta ad adottare qualsiasi misura per difendere i propri interessi.
L’Europa ai dazi statunitensi ha risposto creando dei contro-dazi del 25% su beni per 2.8 miliardi di euro, che colpirebbero il cuore dell’America e dell’elettorato repubblicano, da motociclette a bourbon e jeans.
Secondo il WTO, organizzazione mondiale del commercio, e il FMI, fondo monetario internazionale, gli ultimi colpi sparati dagli Stati Uniti contro la Cina rischiano di causare la temuta guerra commerciale, dalla quale nessuno uscirebbe vincitore.
Alcuni americani pensano che Trump stia governando bene, eppure agli occhi degli altri Paesi mondiali non sembra che stia facendo scelte adeguate. Io penso che Trump poteva lasciare alcune cose come erano; per esempio, fare a meno di togliere il servizio sanitario istituito da Obama. Certo non sappiamo cosa avrebbe fatto la Clinton al suo posto, ma Trump ha appena dato inizio ad una guerra commerciale che vedrà solo sconfitti. Adesso bisogna solo vedere come risponderà il resto del mondo.

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