Per importare armi dagli Stati Uniti si paga una tassa del 1,13%. Per il tabacco la tassa arriva al 204,98%. Gli Stati Uniti importano per 49 963 miliardi di dollari in prodotti dall’Italia. Gli Stati Uniti esportano beni in Italia per molto meno: 18 323 miliardi. Quel che emerge dai valori di interscambio con gli stati Uniti, riportati da Infodata, risulta più che chiaro che gli USA dipendano, commercialmente, dalla Cina. I rapporti commerciali con l’Europa, tramontato il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), l’accordo commerciale Ue-Usa, si sono di molto incrinati. Il presidente americano Donald Trump intende applicare dei dazi su acciaio e alluminio e i mercati internazionali non sembrano esserne molto lieti. Si teme per una guerra commerciale di vasta portata, considerati gli avversari, Cina ed Europa. A questo punto gli Stati Uniti rientrano per l’Europa nel bacino dei Paesi extra-Ue, sono quindi esclusi da alcuni privilegi riservati ai membri dell’Unione e non godono delle stesse condizioni garantite dal TTIP. Tra Europa e USA si applicano oggi le tariffe imposte dal Wto, dal World Trade Organization, che si occupa del commercio internazionale, senza particolari attenzioni alle “alleanze commerciali”; i prezzi sono stabiliti e non ci sono accordi tesi a favorire alcune nazioni piuttosto che altre. L’Italia rimane per gli Stati Uniti un formidabile piazzista di prodotti di pregio e, nonostante l’aura protezionistica di Trump, poco preoccupa l’export del Barolo sulla tavola della Casa Bianca. La drastica presa di posizione del presidente americano potrebbe – non è detto che sia così ben ragionata – essere orientata alla graduale separazione dalla Cina, dalla quale gli USA importano beni in 505597 miliardi di dollari, rispetto ad un import insignificante di 130 370 miliardi. Che si tratti di una misura preventiva? Difficile vedere il protezionismo di Trump come una mossa sciocca e non pensata. Solide motivazioni potrebbero ricercarsi nel tentativo di gestire l’economia americana limitando il vincolo commerciale di importazione instaurato con un paese sempre più influente come la Cina.

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