Quante volte a scuola, alle conferenze, in televisione e forse anche a casa, abbiamo riflettuto sul fatto che, ancora oggi, in molte zone del mondo, l’accesso all’informazione per noi “libera” sia negata o quantomeno contenuta a specifici argomenti? In effetti se pensiamo a stati economicamente forti e tecnologicamente sviluppati, come per esempio la Cina, faticheremmo a credere che non tutto è alla portata di tutti, ovvero che gli avvenimenti i quali riguardano il paese stesso o interessano altre realtà, vengono, nel caso appunto degli asiatici, celati e resi inaccessibili… Purtroppo anche in molti altri stati queste verità sono taciute, e la censura, che può essere applicata a diversi livelli dei nostri diritti, è pressappoco universale. Non solo in Cina, ma anche in Turchia, Russia, Corea del Sud, Egitto, Arabia, e altre nazioni il filtro su propaganda, internet, stampa, e tutti i restanti indici d’espressione è alquanto rigido: questo per permettere di controllare i cittadini e favorire il rispetto delle istituzioni, nonostante il 19° articolo della ‘Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo’ evidenzi che, ”ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.” Nel nostro paese la situazione è diversa, ci troviamo infatti al 73° posto per libertà di stampa, non un gran piazzamento, anche se valutando il generale i nostri diritti sono rispettati e possiamo ritenerci fortunati… Ma è davvero così? I nostri diritti sono rispettati pienamente? Possiamo considerarci effettivamente fortunati, rispetto ad altri paesi? Purtroppo non è tanto semplice, poiché per quanto sia ingiusto e ignobile essere privati della possibilità di sapere e conoscere ciò che si desidera, è ancor più immorale ascoltare ed essere bombardati di falsità. Se ci pensiamo, ascoltando radio e televisione, leggendo giornali e riviste, siamo capaci di apprendere notizie, scoprire fatti, afferrare novità, ma non saremo comunque mai in grado di rilevare fino in fondo la genuinità di queste, e ci ritroveremmo alla stessa stregua di coreani e arabi, se non peggio, dal momento che brucerebbe di più essere presi in giro piuttosto che vivere nel silenzio. Salta subito all’occhio, quindi, come oltre ai numerosi annunci di vicende e situazioni, facilmente verificabili, la malafede abbia pista libera in campi più oscuri e subdoli esibiti grazie, per esempio, a sondaggi; al giorno d’oggi, per quantificare pensieri, preferenze ed altro, ci si affida ai numeri: statistiche, previsioni, sondaggi appunto, che però sono facilmente direzionabili e hanno la capacità di modificare la concezione di una persona riguardo qualsiasi cosa, trasformandola in un burattino altrettanto gestibile ed indifeso. Purtroppo il nostro bagaglio di informazioni, al di la di quelle squisitamente proprie, ci parlano di politica, economia e potere, tutti paradigmi sensibili per noi e per chi ovviamente li controlla, dunque, avere una totale certezza delle cose è uno stato pressoché irraggiungibile e dobbiamo “accontentarci” del nostro parere personale, di quello che vediamo e capiamo, di quello che è tangibile.
Giovanni Vinchi

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1 Comment
  1. ricanews 6 anni ago

    Articolo elaborato e scritto in modo abbastanza scorrevole. Condivido quanto da te dichiarato, che spesso le informazioni possono essere manovrate e che a volte veniamo presi in giro. Per

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