“Alcune persone considerano la vita come una storia, un racconto che si sviluppa dalla nascita alla morte. Per altri, invece, la vita non è affatto lineare.” Oliver Burkeman definisce la vita quale storia: un percorso cronologico infinito e assoluto, retto dalle mani invisibili di Smith, dai principi economici comunisti di Marx e dalla dialettica di Hegel, che negli ultimi anni è entrato in una spirale di involuzione che ha preso inizio con una fondamentale invenzione, FACEBOOK. Chatta, condivide, metti like e commenta, insomma, vivi a pieno la tua vita virtuale. Facebook è un servizio di rete sociale lanciato il 4 febbraio 2004, posseduto e gestito dalla società Facebook Inc., basato su una piattaforma software scritta in vari linguaggi di programmazione. Su di esso gli utenti creano profili che spesso contengono fotografie e liste di interessi personali, scambiano messaggi privati o pubblici. Possono creare e prendere parte a “Gruppi”, in cui si condividono interessi, e a “Pagine” legate a cose o persone che gli piacciono. E’ dunque la parte fondamentale de web, un social network che permette ad ogni singola persona di interfacciarsi nelle reti relazionali di tutto il mondo. Come ogni singolo fenomeno presente in questo mondo, esso deve essere utilizzato da persone in grado di poterlo utilizzare e di capire la sua specifica funzionalità: ma non è sempre cosi’. Facebook, se messo opportunamente nelle mani di persone che non ne capiscono il funzionamento, può diventare un vero e proprio pericolo. Facendo zapping tra i diversi profili che si possono visitare, ritroviamo infatti foto di ragazzine di 12 anni in costume e in pose assolutamente oscene, donne mature che mettono in mostro la “mercanzia” per “rimettersi in gioco”, video di adolescenti che bevono superalcolici il sabato sera, insomma, di tutto e di più. Esagerare è sempre sbagliato, eppure è un problema molto comune nella società di oggi, che non riesce ad accettarsi per come è e cerca di apparire in una realtà virtuale ciò che vorrebbe essere, quasi come se fosse un alter ego, una seconda possibiltà. Affinchè tale fenomeno possa essere definitivamente risolto, occorre fare in modo che tali individui riescano a capire il vero ruolo che è stato attribuito a Facebook nel momento della sua creazione, che non è quello di permettere ad ognuno di mettere in mostra ciò che si ha o che ci si illude di avere, ma è quello di relazionarsi con il mondo e di poter avere una conversazione virtuale nel caso in cui non è possibile attuarne una reale. E soprattutto, occorre consegnare il sito nelle mani di persone che hanno coscienza di ciò che si fa, tenendolo dunque lontano dalla portata dei bambini, che in quanto ingenui, potrebbero essere promotori di imprudenze.

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1 Comment
  1. federica2002 4 anni ago

    Ciao mariozeolla da federica2002 della redazione

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