Oramai da circa un decennio, Facebook è diventata la nostra seconda casa. Il diario segreto tipico dei nativi fra gli anni Ottanta e Novanta è sempre più in via di estinzione, sopravanzato dal social network creato da Mark Zuckenberg, all’interno del quale tutti noi postiamo foto, video e immagini che delineano oltre che alla nostra personalità, anche la nostra fotografia sociale.
Ma come ogni piattaforma sociale che sia, tutto questo può avere anche una sorta di effetto “boomerang”, ossia degli aspetti negativi che mettono a serio repentaglio la privacy di ciascuno di noi: infatti, le immagini che vengono pubblicate sul social più utilizzato al mondo possono essere oggetto di lavoro per i vari hacker presenti sul web, capace di riciclarle facendone vero e proprio materiale pornografico. Proprio di questi giorni è la catena che girovaga sul web, consistente nel pubblicare una foto dei propri piccoli in compagnia della propria madre, una bella immagine sicuramente da condividere, ma che ha avuto esattamente riscontri contrari come quello citato sopra in precedenza. Dunque, come comportarsi? A mio giudizio bisogna continuare a condividere e a dare immagini di sé sui social, d’altronde non è sicuramente scelta personale il fatto di essere vittime di queste persone senza scrupoli, anzi, bersagli innocenti di questi uomini capaci di non essere considerati neppure tali.

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