I social network sono uno strumento che, al giorno d’oggi, influenza sempre di più le nostre giornate e i nostri momenti. Per alcune persone è addirittura impossibile compiere azioni, anche le più semplici e quotidiane, come mangiare o uscire con gli amici, senza postare una o più foto su Facebook di ciò che stanno facendo. Molte persone, però, non sanno che tutto ciò che viene postato sui social diventa automaticamente di dominio pubblico e, quindi, raggiungibile da chiunque e in qualsiasi momento. A mio parere, bisogna stare molto attenti a quello che si condivide, anche le foto più innocenti, come quella di una madre con il proprio figlio, perché potrebbe essere usato per scopi indesiderati, come, ad esempio, per uso pedo-pornografico.
Da utente di Facebook vedo sempre più spesso giovani, soprattutto ragazze, che pubblicano foto con forse troppa leggerezza, non pensando alle conseguenze delle loro azioni. L’unica cosa che ci guadagnano è una subdola popolarità basata sui “mi piace” dati alle foto. In fin dei conti, Facebook è come un palcoscenico, dove le persone, attraverso ciò che postano, fanno il loro “numero” e ricevono più o meno “applausi”, i likes, e, quindi, popolarità. Questo influenza moltissimo ciò che viene postato perché si fanno molti più likes mettendo una foto compromettente (passatemi il termine) rispetto ad una normale. Di questo se ne può avere la prova guardando molti profili, e quindi una maggiore popolarità, rischiando così che queste vadano in mano a malintenzionati.
Ovviamente, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, perché, essendo Facebook un social network libero, ognuno fa quello che vuole e nel suo profilo posta ciò che gli pare e piace; e i casi di malintenzionati che usano o ricattano persone per delle foto sono casi non molto frequenti. Resta, comunque, il fatto che pubblicare contenuti personali con troppa leggerezza potrebbe portare a sgradevoli conseguenze in futuro. Quando queste potevano essere semplicemente evitate, pensando anche solo un istante in più prima di postare la foto.

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