Facebook è ormai diventato una piazza pubblica dove tutti possono vedere foto e video di tutte le persone, trovare informazioni, anche personali, su ognuno, e dove la privacy sembra essere completamente sparita. Tantissime persone, infatti, ormai pubblicano e rendono visibili a tutti molti dei momenti della loro vita. A molti piace mettersi in mostra e cercare di suscitare invidia negli altri. A chi dobbiamo, quindi, dare la colpa quando sentiamo che a usare queste informazioni pubbliche ci sono dietro persone che le sfruttano per altri scopi?
Penso che, principalmente, la colpa debba ricadere su chi pubblica queste informazioni. Penso, inoltre, che non ci si può salvare puntando sul fatto che siamo liberi di poter fare ciò che vogliamo. Quando, infatti, condividiamo con tutti le nostre informazioni non possiamo mai sapere chi c’è dall’altro lato a guardarle ed è per questo che è, dunque, semplice buon senso capire fino a che punto possiamo rendere pubblica la nostra persona. Pensare, infatti, di poter rendere note tutti le nostre informazioni e i nostri movimenti è sintomo di ingenuità. Bisogna, infatti, essere coscienti che ciò che va su internet può circolare sulle mani di tutti, non è mai sicuro e non può essere del tutto cancellato da internet. Proprio per questo io provo sempre a rendere pubblico il minimo sulla rete. La privacy è, infatti, un bene che dobbiamo tutelare. Inoltre non è certo indispensabile dovere pubblicare i propri fatti, non casca mica il mondo se teniamo le nostre cose per noi e per le persone che conosciamo e di cui ci fidiamo!

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