Facebook è il social network più famoso al mondo e anche il più utilizzato, con oltre 1 miliardo di utenti. Non è solamente utilizzato per scrivere i propri pensieri e lasciare dei “like”, ma anche per pubblicare le proprie foto e i propri video.
I social networks costituiscono un’eccezionale opportunità di informazione, apprendimento, svago e comunicazione che supporta adolescenti ed adulti nello svolgimento delle attività quotidiane.
In primis Facebook, che consente di rimanere in contatto con il mondo circostante e di essere quindi aggiornati attraverso la partecipazione a gruppi interessanti e di ottenere informazioni sempre più aggiornate, ma anche di contattare amici, di alimentare la curiosità conoscitiva attraverso il sistema della condivisione.
Facebook può essere senz’altro definito come la più grande violazione della privacy e siamo proprio noi ad attuarla riversandoci dentro tutto ciò che fa parte delle nostre vite.
Bisogna sempre prestare attenzione a quello che si pubblica, soprattutto in un social network così popolare dove le proprie foto vengono viste da milioni di persone. Possono essere utilizzate per diversi scopi (soprattutto se sono foto contro promettenti), possono compromettere il nostro futuro, insomma possono – da un certo punto di vista – rovinarci la vita.
Oltre a questo, ai giorni d’oggi molte persone usano foto false, che ritraggono una persona che in realtà non è quella che c’è dietro lo schermo. Bisogna stare attenti anche alla pubblicazione delle foto dei propri figlioletti. Valentina Sellaroli del Pubblico Ministero presso il Tribunale per i minorenni di Torino motiva la sua affermazione dicendo che, sconosciuti potrebbero avvicinare i figli dopo aver visto delle loro foto su internet oppure con procedimenti di fotomontaggio avanzati potrebbero creare materiale pedopornografico di vario genere.
Facebook non è un sito sicuro, se lo si vuole usare lo si fa con prudenza e con attenzione; ricordandosi che tutti possono – in un modo o nell’altro – accedere alle nostre foto e farne quel che si vuole.

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