La tecnologia informatica ha , ormai da molti anni, sviluppato e diffuso il sistema dei social network, reti di collegamento online attraverso le quali si possono intrattenere relazioni sociali di vario genere.
E lo ha fatto con crescente rapidità: il numero di partecipanti a questo mondo virtuale è in forte aumento. Tra i social network abbiamo: Twitter, WhatsApp, Instagram, e , ovviamente , il re dei re che è Facebook.
E’ un nuovo modo di comunicare. Poco più di vent’anni fa non esistevano neanche i cellulari e, invece, oggi i social fanno ormai parte integrante delle nostre vite.
Si inizia con Facebook, perchè per un ragazzo che sta crescendo risulta un passo da grande. L’adolescente vive ogni emozione con Facebook, condivide ogni sua esperienza postando foto e commentando tutto liberamente . Agli occhi dei ragazzi sembra lecito, leale, trasparente e innocente. Gli assidui amici di Facebook non vogliono ammettere che i social network sono anche utilizzati in modo malsano o per scopi non troppo onorevoli.
Proprio su Facebook è girata una catena di Sant’Antonio indirizzata alle mamme che chiedeva di postare le foto dei propri figli e di diffondere il messaggio alle altre mamme.
La Polizia Postale, per eventuale sicurezza, è intervenuta sulla propria pagina Facebook fermando tutto ciò, perchè le foto di bambini possono essere oggetti di video pedopornografici.
Naturalmente, non occorreva l’intervento della Polizia Postale per fermare queste mamme, che con la loro sfrenata mania di fotografare e pubblicare i propri figli su Facebook , altro non cercano che farli diventare famosi, dei piccoli vip. Ho l’impressione infatti che sono prima le mamme a sfruttare i loro figli.
Se un genitore è fiero e ama la sua creatura, non ha bisogno di postarlo continuamente. Un bambino deve crescere nel suo mondo d’innocenza , accompagnato dalla sua fantasia e questo mondo non può essere Facebook.
Non ci rendiamo conto che con un colpo di mouse cerchiamo di evadere da una realtà che non ci soddisfa, costruendo profili immaginari e false identità, ingannando, prima ancora degli altri, noi stessi. Gli amici di Facebook possono essere dei lupi mascherati da agnelli. E poi, ormai, che valore ha l’essere amici? Con Facebook è stata svalorizzata l’amicizia, tutti sono amici di tutti e nessuno ti è vicino quando serve.
Facebook deve essere un nuovo modo di comunicare, non dimenticando che la privacy viene prima di tutto. Come per ogni cosa, l’importante è non esagerare e usare tutto con parsimonia. Ormai, si parla in modo diverso, non sono gli occhi, gli sguardi, o la voce a comunicare, ma sono due frasi scritte su un piccolo aggeggio digitale.
Nonostante sia cambiata la nostra conversazione sicuramente gli esiti positivi o negativi dipenderanno dalla misura in cui l’uomo sarà in grado di avere pieno controllo

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