La conferenza sul clima che si sta tenendo a Parigi ha risollevato numerose questioni riguardanti l’ambiente, tutte ancora irrisolte. Il problema posto in evidenza è sicuramente quello delle emissioni di CO2: l’allarmante caso di Pechino ha dato il via a moltissimi controlli riguardo le emissioni di tutti i Paesi del mondo.
L’anidride carbonica, ormai diventata l’emblema di questa polemica, non è un gas tossico, quindi, se presente in piccole concentrazioni, non arreca nessun danno agli organismi viventi, né all’uomo. Un’eccessiva concentrazione di CO2 nell’aria, tuttavia, può causare la morte per asfissia: è per questo motivo che i Paesi industrializzati suggeriscono di prendere delle contromisure per effettuare un’inversione di tendenza riguardo questo fenomeno. A mio parere, il problema non è urgentissimo, ma è necessario iniziare a fronteggiare questa situazione, dato che anni di disinteressamento non hanno di certo giovato alla Cina, che ha trasformato la sua capitale in una nube di smog. Il problema non necessita di una risoluzione drastica, ma piccoli accorgimenti in un arco di tempo più ampio aiuteranno certamente a risolvere la situazione. Dopo alcuni millenni di felice convivenza di uomo e ambiente naturale, in soli tre secoli l’uomo è riuscito a destabilizzare l’ecosistema della Terra; è arrivato il momento di pensare non solo allo sviluppo economico dei Paesi meno industrializzati, ma anche (e soprattutto) ad un futuro sostenibile per le prossime generazioni.

0
1 Comment
  1. hamid123 4 anni ago

    Bravissimo! Pensare positivo fa bene ma non

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account