Fin dalla Prima Rivoluzione Industriale, nata nel XVIII secolo in Inghilterra, l’uomo ha avviato una serie di attività economiche legate alle industrie e alle fabbriche, che ha provocato conseguenze non ottimali nell’ambiente. Oggi si reputa che da quel momento in poi si sono recati danni drastici alla natura, causati dal maggiore inquinamento rispetto ai secoli precedenti. La principale sostanza responsabile di ciò è l’anidride carbonica, un composto di carbonio e ossigeno, che è stato emesso sempre più in maggiori quantità e oggi è considerata la causa di avvenimenti negativi, come i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, che possono portare conseguenze tragiche. Però ci sono ancora uomini che ritengono che le emissioni di diossido di carbonio siano innocue e che il riscaldamento globale sia causato dalla natura, cioè avviene come ci sono state in passato le glaciazioni. Secondo me le continue emissioni di CO₂ non sono innocue, al contrario sono molto pericolose per il futuro del pianeta, però ora come ora è piuttosto difficile limitarne l’uso. Infatti essa è legata a moltissime attività dell’uomo e anche a cose banali, per cui il non usare più l’anidride carbonica potrebbe implicare una battuta d’arresto dell’economia perché altre sostanze o fonti con un lo stesso scopo ma rinnovabili ed ecologiche magari non sono ancora molto conosciute e non rappresentano una garanzia.

Daniele Lambertucci

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