Siamo nella settimana della conferenza internazionale sui cambiamenti climatici dove per la prima volta in oltre venti anni di mediazione delle Nazioni Unite si dovrà trovare un accordo vincolante per tutti i Paesi del nostro pianeta. Le soluzioni nella riduzione delle emissioni di gas serra e per mantenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi C, che secondo gli esperti è il limite valido per evitare effetti disastrosi del cambiamento climatico, sono il lavoro basilare di tale conferenza. La maestosità di questo evento ha fatto si che ognuno di noi prendesse più sul serio la cosa anche documentandosi meglio cercando anche di poter contribuire, nel proprio piccolo alla soluzione di questi problemi. Certo gli sforzi più grandi devono essere fatti dalle grandi imprese, multinazionali e quant’altro oggi fonde di sviluppo ma spesso fonte di inquinamento. Quanto siamo disposti a fare per salvare il nostro pianeta, potremo rinunciare a qualcosa del nostro quotidiano perché secondo le attuali statistiche un uomo che vive nei Paesi più ricchi del mondo produce più emissioni, e quindi inquinamento, della maggior parte della popolazione più povera? E’ questa una di quelle domande la cui risposta, difficile da trovare, ha necessità almeno di essere affrontata poiché tutti noi produciamo l ‘anidride carbonica. Le emissioni di CO2 sono la causa maggiore di danni ambientali e per questo motivo tutti noi siamo chiamati a responsabilizzare i nostri consumi evitando sprechi, perché così facendo eviteremo di inquinare l’ambiente attraverso le emissioni di anidride carbonica.

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